Antica Chiesetta di Sant'Antonio Abate di Vienne
La chiesetta, dedicata a Sant’Antonio Abate, detto di Vienne dalla cittadina francese che ha ospitato le spoglie del Santo provenienti dall’Oriente agli albori dell’anno Mille, è realizzata presumibilmente nel secolo XIII sulla provinciale che dal paese mena a Castellammare di Stabia, sfruttando ambienti di epoca romana.
Il primo accenno alla chiesetta si riscontra in un atto di vendita del 1328 di una terra arbustata sita nella località Aspicarata in contrata Sancti Antonii. Nell’atto rileviamo il più antico riferimento al toponimo contrata Sancti Antonii, che riscontri l’esistenza di un insediamento e di una chiesetta rurale dedicata al santo della Tebaide Antonio Abate nella parte pianeggiante di Lettere.
La presenza di essa è documentata nell’anno 1470 in una descrizione del Feudo di Cancelleria appartenente ai certosini di Pozzo dei Goti.
La chiesa poi è attestata nel 1520 in una bolla del vicario generale della diocesi di Lettere mons. Geronimo Cannavacciuolo, che concede il beneficio al sacerdote Andriano Sorrentino in seguito al decesso dell’ultimo beneficiario don Tolomeo Pentangelo, già canonico del capitolo cattedrale di Lettere e dal 1494 al 1520 vescovo della diocesi di Vico Equense.
Il luogo di culto viene visitato in Santa Visita nei secoli XVII e XVIII dagli ordinari della diocesi di Lettere, che attestano un edificio fatiscente, disadorno nella struttura e carente nelle suppellettili.
In questi due secoli il beneficio è di commenda del cardinale di Napoli, concesso agli abati della chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate fuori Porta Capuana in Napoli.
La chiesetta, ingrandita e ristrutturata dal vescovo di Lettere mons. Bernardo della Torre sullo scorcio del XVIII secolo, viene eretta in parrocchia il 22 dicembre 1813 con bolla dell’indicato Presule e come tale ha vita fino al 1829, allorquando il titolo col relativo beneficio parrocchiale passa nella novella chiesa di Sant’ Antonio Abate.
Nell’antica chiesetta allora viene istituita una confraternita sotto il titolo dell’Immacolata Concezione il 3 marzo 1834 con il beneplacito dell’ordinario diocesano stabiese mons. Francesco Colangelo e su decreto di Ferdinando II, re di Napoli.
Infine con la costruzione in sopraelevazione dell’attuale chiesa della Congrega ad opera della confraternita dell’Immacolata, l’antica chiesetta di Sant’Antonio Abate è adibita a cripta funeraria per la inumazione dei defunti iscritti al sodalizio. L’antica Ecclesia seu Cappella Sancti Antonij Abbatis de Vienne, primo edificio di culto sorto in paludibus civitatis Literarum, è ad una sola navata, in stile romanico con linee semplici e sobrie, con volte a vela gonfiata poggianti su poderosi archi a tutto sesto.
Tra il 2015 e il 2016 la chiesetta e gli ambienti romani annessi sono stati interessati da un opportuno consolidamento e restauro con risultati eccellenti e una visione d’insieme sorprendente, consegnando così alla comunità abatese e non solo un sito davvero straordinario.
Ad oggi i riti della religione si compiono nella chiesa della Congrega, che custodisce opere d’arte notevoli appartenenti ai secoli diciannovesimo e ventesimo ed è sede della confraternita dell’Immacolata Concezione.